Gli archivi non sono un luogo polveroso all’interno del quale si avventurano pochi e coraggiosi studiosi. Gli archivi sono vivi, ricchi e… colorati!

Ogni documento è la riscoperta di un mondo che, per quando cronologicamente lontano, ancora ci appartiene. Tutti noi ricordiamo le avventure di Tintin e Calimero e il merito di averli portati in Italia va a due ditte di cui la nostra Fondazione ne costudisce la memoria storica: l'Istituto Grafico Bertello e Gandus Edizioni …un mondo di colori, disegni e grafiche tutto da scoprire!

Ecco la loro storia e buona lettura!

Biplano Bristol Gran Bretagna 1914

Biplano Bristol, Gran Bretagna 1914

Il Fondo Gandus è costituito da 123 unità archivistiche che raccontano le attività professionali della Famiglia Gandus tra le quali i numerosi rapporti intercorsi con soggetti italiani ed esteri. La documentazione è legata principalmente all’Istituto Grafico Bertello e alla Gandus Edizioni Sas, ma anche a realtà quali Mebel, Cellograf-Simp, Pozzoni S.P.A, e l’Istituto Grafico Basile.

Il materiale, di varia natura, riguarda non soltanto gli aspetti amministrativi e contabili delle aziende sopra citate, ma tocca i mondi dell’editoria, della grafica e della pubblicità di interesse per grandi e piccini che possono immergersi negli albi a fumetti di Tintin e ammirare i disegni e i bozzetti raffiguranti Calimero e molto altro ancora.

 La documentazione di carattere grafico e pubblicitario con stampe, opuscoli, brochure, calendari, adesivi, attraversa gli ultimi decenni del Novecento e i primi anni del ventunesimo secolo, riguardando il territorio ligure e numerose aziende, italiane e straniere, attive nei campi più disparati (Erg, Amt, Grandi Navi Veloci, British Airways, Festival Crociere, istituti bancari vari, marche di alcolici…).

Tutto ebbe inizio nel 1886 quando Vittorio Gandus, dopo aver lasciato Smirne – in Turchia – si stabilì a Torino e fondò la S.A.L.E.S - Società Anonima Lavorazione Etichette Sacchetti - dando così avvio alla storia imprenditoriale della famiglia Gandus.

Il Figlio Ugo seguì le impronte imprenditoriali del padre, ma non nella società da lui costituita: dapprima lavorò come pubblicitario, sempre a Torino, tra il 1929 e il 1935 e, l’anno successivo, si traferì a Genova per seguire al meglio i propri clienti, tra cui l’Ansaldo, per la quale stampava i manuali tecnici militari, e vari Comuni della Liguria.

Nel dopoguerra divenne rappresentante dell’Istituto Grafico Bertello e nel 1955 venne incaricato da Gerolamo Gaslini di rinnovare lo stabilimento Bertello di Genova, grazie ad un apposito finanziamento, e trasformarlo nella nuova Società Brevetti Bertello, dando così avvio alla prima produzione dei macchinari Rotoscar per contenere i cartellini anagrafe: primo impianto del suo genere a Genova e inaugurato d’allora Sindaco, Vittorio Pretusio.

Il 2 agosto del ‘57 venne stampato il primo libro della storia della famiglia Gandus: Navi a vapore ed armamenti italiani, dal 1818 ai giorni nostri voluto da Tommaso Gropallo, avvocato marittimista e scrittore di storia della navigazione.

In questi anni Ugo fece un incontro fortuito: viaggiando in treno incontrò Arnoldo Mondadori, per il quale stampò un libro. Da qui nacque una collaborazione per produrre i primi astucci per contenere sapone in polvere. Al progetto produttivo aderì anche il commendator Piaggio di Miralanza.

Nell’aprile del 1963 Ugo, con il figlio Vittorio che aveva già iniziato a lavorare per la Bertello nel 1951, pubblicò La storia dell’automobile e negli anni a seguire quella dell’aviazione marina, dei palloni e dei dirigibili. Nel ‘65 iniziò il felice periodo che vide la famiglia Gandus come primo soggetto che si occupò della pubblicazione degli albi di Tintin in Italia. Ugo infatti intrattenne molti rapporti con editori stranieri, principalmente franco-belgi, come Hergé e Casterman Editeurs.

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Il nipote Sergio fondò una propria società nel 1978: la Gandus Edizioni Sas, a conduzione familiare con 5 soci. Questa società continuò a pubblicare fino al 1983 i libri cartonati di Tintin, Calimero e Blake&Mortimer che ebbero un grande successo nel nostro paese.

Negli ultimi 30 anni di attività la Gandus Edizioni Sas intraprese numerose relazioni con varie società impegnate nel mondo della stampa, della tipografia e non solo. Tra questi troviamo le grandi compagnie di navigazione, come la GNV, per cui curò la stampa dei manifesti, brochure, volantini e materiali promozionali; la ERG, l’Ansaldo e l’OTO Melara,

Tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni 2000 venne ripresa la pubblicazione di libri per bambini, tra cui troviamo Panda Nicolino e Micio Minù, oggi conservati presso la Fondazione.

Tra il 2005 e il 2013 vicissitudini esterne alla Gandus Edizioni, generarono per quest’ultima una grave crisi del fatturato che portò alla chiusura dell’azienda nel 2017.

Sergio Gandus ha affidato a Fondazione Ansaldo le memorie e le testimonianze del suo lavoro e di quello dei suoi familiari, vi invitiamo presso la nostra sede per scoprire questo mondo colorato.

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