Giaceva quasi abbandonata, nel vecchio reparto dogane della stazione di Luino, un tempo instancabile macchina sbuffante, alimentata dalle fiamme del suo forno degne del regno di Belzebù. Aveva percorso in lungo e in largo tutta Italia, venendo accantonata con all’attivo oltre 1.500.000 chilometri, quasi 4 volte la distanza tra la Luna e la Terra, quasi 40 volte la circonferenza della Terra.

Una volta pensionata, si era salvata dalle fiamme, quelle della demolizione, per conoscere il lavoro del monumento. Dopo un magnifico lavoro di restauro estetico, operato da alcuni volontari, era rimasta nella piazza della stazione per circa un ventennio, quando gli stessi volontari fondarono un museo, la acquisirono a titolo definitivo dalle FS e la accolsero come regina.

Regina sì, ma morta, finché……

….. leggete ancora per scoprire la storia!

La rinascita della 625.116

Marzo 2019…       

…La vidi e mi innamorai: bella era bella; del nomignolo “signorina” affibbiatole dai ferrovieri ne aveva di ben donde, racchiudeva il fascino del vapore, unico ed ineguagliabile: non esiste oggetto più vivo di un oggetto a vapore!

Ma il fascino più grosso era quello della sfida: era ferma da 40 anni, erano stati paventati costi di restauro apocalittici ed il lavoro era stato etichettato, dai più, come impossibile. Impossibile era un loro punto di vista: più ci pensavo e più la cosa mi pareva fattibile e ad un costo accessibile.

Parlando con i soci del museo, spiegai le mie intenzioni ed il mio programma di lavoro, che prevedeva l’accensione per agosto ed il vederla in marcia per il mese di ottobre dello stesso anno: fui guardato con scetticismo ed una punta di commiserazione.

Fortunatamente, vinto lo scetticismo e con un poco di titubanza, i soci accettarono e così si cominciò insieme l’avventura.

Per prima cosa, aggredimmo come formichine il cuore, la caldaia fu spogliata, stubata, controllati gli spessori, ritubata, revisionati gli iniettori ed il famoso gruppo Ansaldo, (insieme di rubinetti per l’immissione dell’acqua in caldaia). Infine fu fatta la prova a freddo con l’ispettorato delle caldaie e ci lanciammo nell’accensione!!

Il 23 agosto 2019, ore 8.00 circa, si accese la locomotiva; dopo poco, iniziò ad uscire fumo dal camino. Provai una fitta al cuore, trattenni le lacrime, e dentro di me pensai: “impossibile!” … eppure sapevo che quello era il passo più importante, ma in fondo il più semplice; mancava di revisione tutto il resto della locomotiva, ma almeno da quell’istante, era viva e sbuffante.

L’incredulità dei presenti si trasformò in ammirazione, quando raggiunti i 5 bar, aprimmo il rubinetto della pompa Westinghouse ed essa iniziò a pompare! Dannati Americani! Era stato sufficiente aprirla, lubrificarla e cambiare una fascia elastica del suo distributore, null’altro, e Lei, dopo 40 anni, non perdeva nemmeno un colpo.

L’ammirazione si trasformò in gioia incommensurabile, quando raggiunte le 6-7 atmosfere nei serbatoi dei freni, fu tirato il fischio: la “signorina” era viva e lo proclamava al mondo.

Archiviata la festa, riprendemmo il lavoro: smontammo e revisionammo i distributori e i freni, controllammo e pulimmo i cilindri motore, le bielle e i tutti gli accessori. Così facendo arrivò il 6 ottobre: in tale data con una mirabolante fumata arancione, spurgammo i condotti e una volta rinfilati i distributori, la locomotiva fu in grado di muoversi ed uscire dalla rimessa in modo autonomo, dopo ben 40 anni!!

Purtroppo avevamo a disposizione solo 30 mt mal contati di binario, che ci bastarono per fare avanti ed indietro fino alla nausea! L’occasione servì anche per familiarizzare con la guida della locomotiva e valse verso sera un: “bravissimo, sei abilitato per la manovra” detto da un maestro del vapore presente ad istruirci.

La settimana successiva, ci fu messo a disposizione un tratto di binario, opportunamente isolato per poter compiere delle emozionanti corsette. Così si sono conclusi i ¾ del restauro. L’ultima parte è ancora in corso: trattasi del rialzo per il controllo delle boccole e dei fuselli, delle pratiche di immatricolazione che la porteranno nella primavera del 2021 ad essere l’unica locomotiva a vapore italiana circolante, non FS!

Per concludere, voglio precisare che il gruppo di lavoro è composto di sole 3 persone (Alessandro Ciapparelli, Emilio Gobbato e Fabrizio Fornara), con saltuari aiuti di altri associati: questo per sottolineare che se la fisica lo consente, nulla è impossibile!

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