di Lorenzo Fiori

Un luogo di raccolta delle testimonianze del passato non è un luogo statico. Come i musei ci raccontano intensamente di tanta cultura prodotta ed emozioni che hanno attraversato la vita di molte generazioni, anche gli Archivi danno un contributo fondamentale perché sono altrettanto vivi, in continuo divenire, dove la memoria custodita è materia da plasmare per produrre valore in molti ambiti, proprio come nelle fabbriche.

Fondazione Ansaldo è la Fabbrica della Memoria del territorio ligure e il perché ce lo spiega il Direttore della Fondazione in questo articolo.

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La fabbrica della memoria conserva e produce, tutela e valorizza.

L’archivio non è, infatti, un luogo statico per affastellare documenti stantii, un po’ algidi e magari anche polverosi.

È piuttosto un luogo dinamico, una vera fabbrica all’interno della quale studiosi, appassionati, curiosi, ma anche persone qualunque, possono lavorare alla materia che è la memoria custodita. Ma per produrre cosa? per produrre sensazioni, emozioni e suggestioni non soltanto per sé stessi ma anche per gli altri, per progettare il nuovo che verrà, traendo ispirazione dal ricordo.

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Ecco perché luogo dinamico. Ecco perché archivio = fabbrica della memoria.

La fabbrica della memoria è prima di tutto educativa, per le persone di ogni età; il passato può infatti insegnare e la memoria è forse il patrimonio più importante che l’essere umano possegga, non soltanto in quanto procreatrice di idee ma anche di simboli, di modelli … di immagini senza tempo di cui il nostro tempo ha molto bisogno per affrontare le grandi sfide del cambiamento sempre più incalzante e prepararsi meglio al futuro ancora da scrivere.

La fabbrica della memoria dunque, luogo del passato, del ricordo, produce - in primis - per quel mercato target delle nuove generazioni, in una sorta di passaggio ideale di consegne che non significa “rottamazione” del “vecchio” o “obnubilazione” della tradizione.

C’è infatti un rapporto sinergico tra passato e presente, esperienza e gioventù, conservatorismo e progressismo. La fabbrica della memoria lo lavora, lo trasforma, lo plasma: apre i suoi tesori di conoscenza, favorisce condivisione di idee e pensieri, e questo senza limiti di età.

La fabbrica della memoria costruisce l’identità.

Quel luogo buio, polveroso, apparentemente chiuso a pochi “iniziati”, è in realtà luminoso, aperto, colmo di vita, corrispondenza di sensi tra passato e presente.

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Scavando nella materia dei faldoni si possono trovare piccole carte che ricordano il grande potere dell’homo faber: la trasmissione del passato al presente assume quindi valenza sacrale, quasi ad avvicinarci all’immortalità.

Ricordi, memorie rivivono giorno dopo giorno nell’uomo contemporaneo, custode e produttore dell’infinità della storia.

Bellezza, cultura, emozioni: semplicemente Fondazione Ansaldo, una tra le più affascinanti fabbriche della memoria.

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