Giovanni Ansaldo ancora oggi è una figura storica di grande ispirazione: uomo dai molteplici interessi e passioni, dall’arte all’ingegneria, che convergevano in una visione imprenditoriale strategica e umanistica portandolo a diventare pioniere dell’innovazione industriale. Fu lo stesso Cavour a incaricarlo, quando aveva solamente 33 anni, di rinnovare lo stabilimento italiano Taylor & Prandi dando vita, nel 1853, alla Gio. Ansaldo & C. Morirà giovanissimo, le maestranze tutte lo accompagneranno nell’ultimo viaggio verso il cimitero di Staglieno di cui aveva diretto la progettazione e la costruzione, anche nei dettagli decorativi.

Il racconto sulla locomotiva a vapore ex FS 625.116 inizia da qui, dal coraggio di Giovanni Ansaldo che, giovanissimo con i suoi soci Bombrini, Rubattino e Pencosi, indirizzò lo sforzo industriale dell’azienda occupandosi inizialmente della produzione di locomotive. Le prime, e le più celebri, sono la Sampierdarena e l’Alessandria, che vennero collaudate nel viaggio inaugurale dallo stesso Giovanni, in incognito. Seguiranno altre fino alla exFS 625.116 e altri modelli ancora seguiranno.

Il suo operato è di ispirazione ancora oggi: Alessandro Ciapparelli con Emilio Gobbato e Fabrizio Fornara, hanno restaurato, sui disegni tecnici dell’Ansaldo, conservati presso la nostra sede di Villa Cattaneo dell’Olmo, la locomotiva a vapore sopra citata.

Vi lasciamo alla prima parte del suo racconto… buona lettura e… buon viaggio!

Storia della locomotiva a vapore ex FS 625.116

La locomotiva in oggetto costruita da Gio. Ansaldo è stata consegnata alle Ferrovie dello Stato nel settembre 1922 facente parte di un importante lotto di 57 unità. La costruzione di questo lotto ha fatto seguito ad un altro precedente lotto di 31 unità sempre di costruzione Gio. Ansaldo avvenuto tra il 1910 e 1911.

La prima guerra mondiale aveva di fatto fermato le costruzioni ferroviarie in genere per dedicare tutti gli sforzi industriali alle necessità belliche.

Dopo un breve periodo di esercizio nel nord Italia la locomotiva ex FS 625.116 si trasferisce nel 1926 in Sicilia presso il deposito di Palermo, dove rimane comunque per breve tempo. Infatti già nel 1931 ritorna nel nord Italia e precisamente nel compartimento di Venezia.

Successivamente, fino all’inizio del secondo conflitto mondiale la locomotiva si trasferisce presso vari depositi per sopperire alle sempre crescenti necessità di trasporto ferroviario, per citarne i più significativi, Milano e Verona.

Fortunatamente supera indenne, o con danni limitati, la guerra e dopo una breve parentesi nel compartimento di Firenze e di Napoli la 625.116 ritorna definitivamente nel nord Italia.

La sua sede d’esercizio e di manutenzione diviene Cremona, dove da inizio anni ‘50 fino alla definitiva messa a riposo nel 1982, corre instancabilmente sulle linee padane alla testa di numerosi treni locali e di qualche treno merci.

Quell’anno il suo destino sembra segnato e certamente non immaginava che nel profondo nord, al confine con la vicina Svizzera, qualcuno pensasse in modo inconsapevole proprio a lei.

Esattamente il 25 settembre 1982 si celebrava nell’impianto ferroviario di Luino il centenario della linea ferroviaria del Gottardo alla quale la stazione e la ferrovia di Luino è collegata. Nella cerimonia prende parte anche materiale ferroviario sia italiano FS che svizzero SBB.  A simboleggiare il passato, partecipa una sorella della 116, precisamente la 129. La sua eleganza e bellezza ammalia gli amministratori locali che nei discorsi ufficiali si annuncia che il comune di Luino farà richiesta di una locomotiva a vapore simile a quella presente in quel momento.

Ai presenti a quella cerimonia sembrava che fossero i soli annunci di circostanza che non avrebbero avuto seguito.

Invece a smentire tutti gli scettici a fine 1983 viene annunciato l’arrivo di una locomotiva a vapore e un assessore del comune contatta degli appassionati locali di ferrovia per intavolare un programma di conservazione per una sistemazione definitiva in una piazza luinese.

La locomotiva arriva l’8 gennaio 1984, purtroppo trainata, causa un divieto che, l’allora direttore compartimentale, aveva emesso alla circolazione di locomotive a vapore. Questo è stato il primo incontro con la 116, incontro che poi sarebbe durato per sempre.

Un gruppo di appassionati di cose ferroviarie locali, concorda con il Comune di Luino un progetto atto a una conservazione, la migliore possibile per la 116, così come ad una collocazione degna alla storia ferroviaria di Luino.

I lavori iniziano il 26 maggio 1984 con lo smontaggio di tutti gli accessori, bielle, tubi ecc. per poi procedere ad una totale sabbiatura sia della locomotiva che del tender. Si procedette a fare tutti i trattamenti delle lamiere nude, al fine di garantire la massima conservazione possibile all’aperto.
I lavori terminarono il 1 giugno 1985

Alcuni dati:
il gruppo di lavoro dedicò al restauro 1215 ore
per una spesa materiali di Lit. 1.267.130
sabbia utilizzata 200 ql.
Fosfatizzante per le lamiere 45 Kg
Vernici varie 120 Kg
Pezzi meccanici smontati e rimontati 104
Pezzi bronzo smontati e rimontati 144
Tubi rame ricostruiti 17

Al termine dei lavori la locomotiva fu consegnata, con una cerimonia in stazione, alla comunità luinese il 3 giugno 1985. In quell’occasione furono apposte le targhe in bronzo, ricostruite, FS 625.116.

Due settimane più tardi la locomotiva lasciò i binari per essere collocata in una apposta area per lei allestita proprio in fronte al fabbricato della stazione.
Il tutto non terminò così poiché questo avvenimento generò, il 30 giugno dello stesso anno, una grandiosa festa dove tale fu il successo che fu ripetuta in modo sempre più grandioso per diversi anni.

Era nata “Locoemozioni”.

Adornata da filari di rose, lì rimase fino al 1999, fin quando l’Associazione Verbano Express, costituitasi nel 1992 con lo scopo di conservare rotabili storici e con questi fare viaggi turistici, decide di acquistarla e quindi inserirla nel proprio inventario dei rotabili storici.

Il 31 maggio 1999 la 625.116 lascia definitivamente la piazza e ritorna sulle rotaie. Il tempo un po' l’aveva segnata con qualche situazione di degrado estetico che il gruppo di lavoro dell’Associazione ha prontamente rimediato con un secondo intervento restauratore.

Per altri 19 anni la locomotiva, nella protezione della rimessa locomotive assegnata all’associazione, è stata numerose volte protagonista in numerose manifestazioni che la Verbano Express negli anni ha organizzato.
La storia non si conclude così, ma incredibilmente e in modo straordinario per la 625.116, inizia un nuovo corso, ma questa è un’altra storia...

Ci leggiamo nella prossima puntata.

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