di Lorenzo Fiori
* L 'intervento integrale è stato pubblicato sull'ultimo numero della rivista "Il giornale di Civita". Di seguito, una sintesi.

Le imprese generano cultura e le fondazioni d’impresa sono le “fabbriche” dove questo avviene, dedicate non soltanto a raccoglierne la memoria, ma anche a immaginare un futuro sostenibile.

I loro archivi sono, anche grazie alle tecnologie digitali, divulgatori di conoscenze e vettori di contenuti destinati ad un pubblico in crescita, con particolare attenzione ai giovani, eredi della cultura prodotta dal mondo del lavoro e imprenditori di domani.

L’insegnamento fondamentale, intrinseco nella cultura d’impresa, è quello di avere fiducia nel progresso, nel proprio lavoro e nelle proprie potenzialità, traguardando con ottimismo un futuro attraente, costruito con passione.

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Studenti della Scuola siderurgica dell’Italsider “Attilio Odero”, Genova, 1960

L'Italia è una nazione di indiscussa creatività e innovazione. E che l'impresa rappresenti anche un'istituzione sociale, oltre che economica, l'aveva prospettata per primo negli anni Cinquanta un imprenditore italiano, creativo ed innovativo, Adriano Olivetti. Mi piace ricordare le sue parole, semplici e stringate: "L'impresa non può guardare solo all'indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia...". I grandi fondi di private equity l'hanno fatta propria da tempo e guardano anche a questo quando fanno le loro scelte di investimento.

Guardando al ruolo futuro delle Fondazioni sono convinto che non si penserà/percepiranno più alle/le Fondazioni di impresa prevalentemente come luoghi di memoria.

Avremo a che fare con "divulgatori", in grado di coinvolgere le nuove generazioni, anche grazie ai nuovi strumenti digitali.

Fondamentale è investire sui giovani. Abbiamo necessità di trasmettergli il valore della cultura d'impresa, parlando del passato ma con un occhio rivolto al futuro. L'archivio non rimarrà più quel luogo un po' polveroso a cui accede solamente un manipolo di studiosi. L'archivio è destinato a prendere nuova vita, a coinvolgere e ad appassionare anche i giovani.

In un momento difficile come quello attuale, è indispensabile CREDERE nell'impresa. Il passato riemerge prepotentemente come esempio, può ispirare, infondere coraggio, può ricordare che l'Italia, pur con i suoi limiti, ha una prestigiosa storia industriale della quale fregiarsi. Cosa ci resta degli SVA, del Rex, del Duilio? O che gran parte dell'automazione industriale prese forma proprio qui, nel nostro paese? Rappresentano l'ingegno e l'impegno di uomini e donne che hanno CREDUTO.

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Scuola pilotaggio Capua, 1936

Fondazioni quindi per "fondare" le nuove generazioni… un progetto indispensabile: apriamoci alle scuole, incoraggiamo le start-up, supportiamo le idee… noi ci siamo! Per un futuro dove l'Italia sia sempre protagonista!

Se posso formulare un auspicio sul ruolo delle Fondazioni (non soltanto quelle d'impresa ma anche quelle del volontariato che sono una importante risorsa distintiva del nostro paese) vorrei che in un futuro quanto più prossimo, in un ecosistema molto facilitato dalla digitalizzazione, si crei una collaborazione quanto più sinergica possibile tra queste, per realizzare quelle economie di scopo necessarie a sostenere iniziative per il welfare e l'attrattività territoriale.

Dando uno sguardo alle nostre iniziative realizzate e che abbiamo in programma, parto da un detto: "Se dici Genova, dici Ansaldo, ma se dici Ansaldo, dici Genova!" Le nostre iniziative si rivolgono a una città che ha sempre reagito con grande interesse alle manifestazioni culturali che la riguardavano.

Ansaldo e Genova, un legame indissolubile, radicato. Invitiamo a prendere visione p.e. della mostra #Women sul nostro sito, risultato di una ricerca approfondita sul lavoro femminile in fabbrica.

Spesso si pensa alla fabbrica, all'industria del passato, come un luogo dove soltanto gli uomini hanno fatto la storia. Le testimonianze del primo Novecento smentiscono questo punto di vista e ci presentano un quadro variegato, con le donne operaie protagoniste in Ansaldo, nella Manifattura Tabacchi e in altre imprese liguri.

Fondazione è quindi impegnata a sviluppare iniziative che possano coniugare il passato, di cui è custode, col presente, per guardare con ottimismo al futuro. A tal proposito è  stata realizzata una nuova mostra, in collaborazione con Fondazione Leonardo - Civiltà delle Macchine, proprio sull’omonima rivista. La mostra si prefigge di collegare elementi della prima edizione con altri della recente riedizione, da Leonardo Sinisgalli a Giuseppe Caldarola: entrambe sempre con uno sguardo al progresso, nel nome di un umanesimo tecnologico, dove discipline umanistiche e scientifiche, in sinergia, possano contribuire a un fine di bene comune e alla ripartenza di una nuova civiltà, capace di affrontare le sfide future con più equilibrio e armonia, proprio come Genova le sta affrontando ridisegnando il proprio futuro.

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Cartolina postale, 1918 - 1919

 

 

 

 

 

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