Eventi e news
- L’impresa del Racconto Un libro, sei immagini, infinite storie
- Il Fondo Marengo
- I filmati di Fondazione Ansaldo al Festival Bandapart
- Rotte di Cambiamento: dalla vela al cloud
- Fondazione Ansaldo apre le porte alla musica: I Solisti dell’Orchestra Paganini in concerto
- Archimondi d’estate
- Rotte di cambiamento: dalla vela al cloud L’evoluzione della navigazione tra Rivoluzione industriale e Rivoluzione dei dati
- Fondazione Ansaldo per Archivissima
- Il Fondo Cavo Una storia di Resistenza e Libertà
Le storie esistono da sempre, intrecciate alla crescita industriale e all’evoluzione della tecnologia che hanno cambiato il nostro Paese, ma come possiamo renderle vive insieme ai più giovani? Insegnando loro a immaginare, partendo da una fotografia o un’immagine d’archivio, ciò che non si vede e guidandoli nella ricerca delle parole giuste per descriverlo, dando così forma a nuovi racconti.

Questa è l’idea alla base de L’impresa del Racconto, il nuovo progetto realizzato in collaborazione da Fondazione Ansaldo e Fondazione Leonardo e che vede la partecipazione della scrittrice Sara Loffredi. Si tratta di un laboratorio di scrittura rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo grado. L’obiettivo è quello di coinvolgere i ragazzi nella creazione di racconti che esplorino il mondo della scienza, dell’industria e della tecnologia, prendendo ispirazione da documenti storici provenienti dagli archivi di Fondazione Ansaldo.
Quali storie possono nascere dall’immagine di una mongolfiera del 1903? Quali sono le narrazioni che emergono da una fotografia che ritrae operaie e bambini nelle fabbriche durante la Prima guerra mondiale? O ancora, dove potrebbe portarci un gatto che si aggira all’interno di uno stabilimento siderurgico? Solo la fantasia e l’immaginazione dei ragazzi può dircelo.
Da qui è nato un libro che raccoglie più di 60 racconti a firma di circa 150 studenti e studentesse di seconda media degli istituti genovesi I.C. Borzoli, I.C. Quarto, I.C. Teglia, S.M.S. Colombo. Le ragazze e i ragazzi hanno incontrato la scrittrice in due momenti diversi. Il primo laboratorio è stato incentrato sull’analisi delle immagini d’archivio dalle quali, attraverso domande e ragionamenti guidati, sono stati individuati i personaggi delle loro storie. Durante il secondo laboratorio, sempre in presenza e attraverso carta e penna, questi personaggi hanno iniziato a prendere forma e ad affrontare avventure mirabolanti, come Capitan Giallino, un ex guardiano di capre che, stufo dell’odore di quegli animali, ha deciso di rubare una mongolfiera e diventare un pirata del cielo, o ancora Gianna, una nonna di 125 che all’improvviso insieme al nipote finisce nello spazio a bordo della mitica Panda 4x4.

Oltre ai racconti divertenti, ai gialli e ai sogni realizzati, emergono anche storie di grande sensibilità, come Caro diario: un testo in cui il protagonista, coetaneo delle tre giovani autrici, narra in prima persona la sua esperienza di lavoro in fabbrica, l’assenza del padre impegnato al fronte e la malattia della madre. Tutto viene raccontato con una semplicità e una chiarezza disarmanti. Il dolore e la durezza della guerra emergono attraverso lo sguardo innocente dei bambini che, con la loro genuinità, riescono a esprimere in modo autentico quanto la guerra sia inutile e profondamente triste.
I ragazzi e le ragazze hanno potuto così vivere un’esperienza che ha offerto loro la possibilità d’imparare a leggere il passato trasformandolo in racconto e, al contempo, a comprendere se stessi. Per una ragazza o un ragazzo di tredici anni, d’altronde, scrivere una storia vuol dire conoscersi mentre inventa, scegliere una voce e un punto di vista tra i mille che si affollano dentro. È un esercizio potente di costruzione di senso, che aiuta a mettere ordine nel caos delle proprie emozioni, a dare un inizio, uno sviluppo e una fine a qualcosa.
Il progetto ha restituito qualcosa anche all’archivio: la sua voce più autentica, quella della meraviglia. E ha insegnato agli adulti che la memoria non serve soltanto a ricordare, ma a inventare di nuovo. Che l’immaginazione può essere un atto di conoscenza e che anche una vecchia fotografia, se guardata con occhi nuovi, può raccontare il futuro.

Fondazione Ansaldo ha acquisito, in comodato dall’omonima famiglia, il Fondo Onorio Marengo, composto da 50 pellicole da 16 e 35 mm, che vanno dagli anni ‘10 agli anni ‘80 del Novecento. L’Archivio presenta contenuti eterogenei, tra cui spicca una pellicola che racchiude le rare riprese del funerale di Rodolfo Valentino e alcuni spezzoni dei suoi lavori.

Grazie a un finanziamento della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura, a seguito della vincita di un apposito bando pubblicato nel 2025, Fondazione Ansaldo ha potuto redigere un inventario del Fondo, grazie anche alla collaborazione con Movie&Sound Firenzee la cooperativa Promemoria SCRL. Il lavoro ha previsto un’accurata ricognizione delle condizioni fisico-chimiche del materiale, che è stato interamente digitalizzato a bassa risoluzione per permetterne l’inventariazione e una corretta conservazione, in vista di lavori di restauri futuri e di una possibile digitalizzazione in alta risoluzione di tutti i materiali.
I risultati di questo percorso saranno presentati martedì 18 novembre, alle ore 17.30, presso la sede di Fondazione Ansaldo, che ha potuto contare sulla preziosa collaborazione del Museo Biblioteca dell’Attore per la promozione dell’evento. In apertura i saluti istituzionali saranno a cura della Soprintendenza Archivistica e bibliografica della Liguria ai quali seguiranno gli interventi di Pietro Repetto, Responsabile Fototeca e Cineteca Fondazione Ansaldo, Luca Malavasi, Professore associato di Storia e Critica del Film dell’Università degli Studi di Genova, Marco Pagni Fontebuoni, Restauratore e Direttore tecnico laboratorio Movie and Sound Firenze, Irene Borniotto, Promemoria SCRL, moderati da Claudia Cerioli, Responsabile Archivi Storici Fondazione Ansaldo.
Per l’occasione verrà proiettata la pellicola sul funerale di Rodolfo Valentino, l’unica finora digitalizzata in 4K, che verrà accompagnata dalle musiche realizzate da Luca Fiorato del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova.
Il Fondo è stato raccolto e affidato alla Fondazione dal sig. Onorio Marengo, nipote dei proprietari del primo cinematografo di Sestri Ponente, il Cinema Sestrese, attivo dal 1910 al 1927. Proprio dall’attività della sala, soprannominata “da e Sûcche”, è confluita una parte delle pellicole dell’Archivio, completato dal materiale proveniente dalla collaborazione della famiglia Marengo con la casa cinematografica Pittaluga e da alcune donazioni dei gestori del Cinema Italia di Genova, chiuso negli anni ‘90. Oltre alle rare sequenze su Rodolfo Valentino, all’interno dell’Archivio sono presenti cinegiornali degli anni ‘30 e ‘40, riviste militari, sequenze di Charlie Chaplin, comiche di Stanlio e Ollio e Beoncelli e alcune riviste Incom del Dopoguerra.
Si ringrazia in particolar modo per il lavoro di digitalizzazione e restauro Movie&Sound Firenze, azienda leader a livello nazionale. Le attività di studio, riordino e redazione dell’inventario sono state portate avanti dalla cooperativa Promemoria SCRL di La Spezia, specializzata nel trattamento delle fonti fotografiche e filmiche.
Programma
Saluti istituzionali
Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Liguria
Interventi
Pietro Repetto - responsabile Cineteca e Fototeca Fondazione Ansaldo
Il Fondo Marengo e il bando del Ministero della Cultura: dalla conservazione al restauro delle pellicole
Luca Malavasi - professore associato di Storia e Critica del film UniGe
Il divismo nell’epoca del muto: Rodolfo Valentino e i primi divi del cinema
Marco Pagni - restauratore e direttore tecnico laboratorio Movie and Sound Firenze
Il restauro del Fondo Marengo: tecniche e sfide di un patrimonio fragile
Irene Borniotto - Promemoria SCRL
L’inventario del Fondo Marengo: relazione sull’intervento e riflessioni archivistiche.
Proiezione
Riprese del funerale di Rodolfo Valentino
Accompagnamento musicale dal vivo a cura di Luca Fiorato del Conservatorio “Nicolò Paganini” di Genova
Moderazione
Claudia Cerioli - responsabile Archivi storici Fondazione Ansaldo

Il futuro offre numerose prove e il progresso tecnologico impone prontezza e decisione per spiegare le vele verso l’innovazione, ma come si affrontano queste sfide? A indicare la rotta sono stati gli ospiti dell’evento Rotte di Cambiamento: dalla vela al cloud. L’evoluzione della navigazione tra Rivoluzione industriale e Rivoluzione dei dati, pensato e organizzato da Fondazione Ansaldo, in collaborazione Fondazione Leonardo, che si è svolto nell’ambito del Salone Nautico Internazionale di Genova nella giornata di lunedì 22 settembre.
Gli ospiti presenti sul palco dell’evento hanno provato a trovare le giuste risposte. Il prezioso materiale storico-industriale di Fondazione Ansaldo ha costituito il punto di partenza del dibattito che ha avuto come filo conduttore il mondo marittimo. Partendo dalla navigazione a vela, passando per l’epoca del vapore e giungendo infine alla stagione dei grandi transatlantici, i relatori sono approdati alle sfide del presente e del futuro, che potranno essere affrontate al meglio anche grazie ai dati e dall’intelligenza artificiale.
Ad aprire l’incontro, di carattere culturale e divulgativo, sono stati gli interventi di Raffaella Luglini, Presidente di Fondazione Ansaldo, Helga Cossu, Direttore Generale di Fondazione Ansaldo e Fondazione Leonardo e Alessandro Gianneschi, Vicepresidente di Confindustria Nautica. I loro interventi hanno sviscerato le motivazioni che hanno portato i tre enti a volere fortemente questa giornata, volta ad affrontare le sfide del futuro con una sempre più salda consapevolezza del passato. Raffaella Luglini ha raccontato come il patrimonio storico, di cui Fondazione Ansaldo è custode da 45 anni, sia indispensabile per attraversare il presente e comprendere le sfide del futuro. Helga Cossu ha voluto sottolineare quanto sia fondamentale “il patrimonio storico-industriale di Fondazione Ansaldo con la mission divulgativa, tecnologica e scientifica di Fondazione Leonardo”. A rimarcare l’importanza dell’evento sono state inoltre le parole di Alessandro Gianneschi che ha ricordato come “sostenibilità e digitalizzazione” siano fattori centrali per l’industria del mare.

A ricordare ulteriormente l’importanza della città di Genova, non solo nei secoli passati ma anche nel presente e in prospettiva futura, sono stati gli interventi di Silvia Salis, sindaca di Genova, e Marco Bucci, presidente di Regione Liguria. “Vivere la sfida dei dati, non subirla” sono le parole chiave della sindaca genovese, desiderosa di illustrare come Genova si stia preparando ad affrontare un futuro sempre più ricco di prove, a partire dall’installazione dei nuovi cavi sottomarini che rappresentano “una grande responsabilità e un grande potere da amministrare”. Secondo la Sindaca i dati, “petrolio del XXI secolo”, vanno gestiti con “cura e protezione”: la sfida tecnologica ad essi legata è un’opportunità che Genova deve cogliere in un’ottica occupazionale, anche in relazione alla Blue Economy, “grande eccellenza del territorio”. In seguito, le parole del presidente della Regione, Marco Bucci, hanno ulteriormente evidenziato il crescente impegno del territorio, volenteroso di aggiornarsi per rappresentare una guida anche nel campo tecnologico. Il Presidente di Regione Liguria ha illustrato i nuovi progetti della città, dai cavi sottomarini fino alla possibilità per Genova di accogliere una “giga-factory” per l’intelligenza artificiale, auspicando un futuro di “leadership a livello europeo e magari anche a livello mondiale” per il capoluogo ligure e le sue aziende, invitando la città a ripercorrere le orme dei genovesi del passato.
I filmati storici degli archivi di Fondazione Ansaldo hanno introdotto il primo panel della giornata, “Rotte Storiche”, che ha ripercorso i principali snodi della storia marittima genovese e dei suoi protagonisti. A raccontarli è stato Marco Doria, professore ordinario di Storia Economica all’Università di Genova. L’intervento dell’ex sindaco genovese ha illustrato le differenti stagioni della storia marittima. Analizzando le fasi storiche dall’epoca della vela a quella dei grandi transatlantici, passando per la stagione delle navi a vapore, Doria ha inoltre commentato la storia della cantieristica italiana, concentrandosi sul ruolo protagonista di Genova.
L’intervento di Giuseppe Costa, presidente e AD di Costa Edutainment, ha successivamente descritto l’evoluzione delle attività turistiche nell’area del Porto Antico, in particolare quella dell’Acquario di Genova, proposto come patrimonio della città e virtuoso esempio nelle relazioni con il territorio e il mare.
Focalizzandosi sul passato come elemento imprescindibile per la costruzione del futuro, Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa, si è soffermato sull’importanza della storia come “fattore distintivo sui mercati”, ampliando il concetto di cultura verso l’ambito tecnologico. “Cultura è ogni dimensione che racconta come una comunità si rapporta con il proprio passato e con il proprio futuro”, ha spiegato Calabrò, evidenziando in tal modo con enfasi l’importanza del lavoro di Fondazione Ansaldo e Fondazione Leonardo.
Con il secondo panel, “Navigare il futuro”, sono state spiegate le vele dell’incontro verso il futuro. Paolo Cerioli, direttore Innovazione Fincantieri, ha aperto il confronto sottolineando l’importanza delle nuove tecnologie digitali e l’aiuto dell’intelligenza artificiale nello sviluppo dei processi industriali. Cerioli ha inoltre presentato uno dei nuovi progetti di Fincantieri: Navis Sapiens. A seguire sono intervenuti due esponenti di Leonardo, Andrea Campora, Managing Director Cyber & Security Solutions Division e Greta Radaelli, Head of Advanced Cognitive Solution Center of Excellence. Insieme hanno tracciato la strada verso il domani, analizzando l’impatto sulla quotidianità da parte di una tecnologia in continua evoluzione, che reca con sé insidie e sfide da affrontare con la giusta protezione offerta dalla cybersicurezza e con le opportunità create dalle innovazioni digitali e dall’intelligenza artificiale. Andrea Campora ha approfondito il ruolo della Cyber Security. Quest’ultima funziona “come una sorta di risk management”, uno strumento di gestione del rischio che mira alla tutela di “diritti, identità digitali e privacy”. L’impegno in questo campo è sempre più imponente, vista l’ingente mole di dati da proteggere in crescita esponenziale anno dopo anno. In seguito, Greta Radaelli ha illustrato il ruolo del centro di eccellenza di Leonardo di Genova nell’ambito delle soluzioni cognitive avanzate in un’azienda “storicamente produttrice di piattaforme fisiche”, ma sempre più attenta e specializzata anche in campi in rapida espansione come la componentistica digitale e l’intelligenza artificiale. “Abbiamo creato un gruppo di specialisti che si occupano delle tematiche digitali. In primis l’intelligenza artificiale, ma non solo. Ci occupiamo anche di simulazioni e della creazione di gemelli digitali”, ha spiegato la dott.ssa Radaelli.

Protagonista della conclusione dell’evento è stata la rivista «Civiltà dei Dati», nuova realtà editoriale divulgativa di Fondazione Leonardo, nata sul modello della storica rivista «Civiltà delle Macchine», fondata da Leonardo Sinisgalli nel 1953 e ripubblicata dal 2019 al 2024 dalla stessa Fondazione Leonardo. A esporre contenuti e obiettivi di «Civiltà dei Dati» è stato il Direttore della stessa rivista, Jaime D’Alessandro, insieme a Federico Delfino, Rettore dell’Università di Genova, autore di un articolo sul terzo numero della rivista. “Portiamo gli scienziati sulle nostre pagine – ha spiegato D’Alessandro - perché crediamo che ci siano delle persone che hanno compiuto degli studi e delle ricerche, che hanno la giusta conoscenza e autorevolezza per dire come stanno le cose”. Tra le pagine di «Civiltà dei Dati» si analizza l’attualità in una fase di continuo cambiamento dettato dalla rivoluzione digitale, fornendo spunti e riflessioni sull’affrontare il nuovo che avanza nel mondo della tecnologia e nel mondo dei dati, che ha ormai cambiato abitudini e sensibilità nella quotidianità.
Fondazione Ansaldo ha aderito al progetto Bandapart, ideato dall’associazione Laboratorio Probabile Bellamy realizzato con il sostegno del Comune di Genova nell’ambito del bando Genova città dei festival. La rassegna si pone l’obiettivo di “raccontare l’attualità della pellicola nell’epoca del digitale, riflettere sul valore delle immagini e sottolineare l’importanza della conservazione del patrimonio culturale mondiale attraverso il lavoro svolto dagli Archivi e dalle Cineteche”, attraverso incontri, workshop e proiezioni.
Il Festival Bandapart si svolgerà nel periodo compreso tra ottobre e dicembre 2025 e porterà al Tiqu – Teatro internazionale di Quartiere in Piazzetta Cambiaso, a Genova, gli ospiti di alcune cineteche partner, tra cui quella di Fondazione Ansaldo, che sarà protagonista della seconda serata del Festival nella giornata di lunedì 27 ottobre alle ore 21. Verranno proiettati tre filmati che mostrano alcuni aspetti della Genova degli anni ‘60, introdotti da Pietro Repetto, Responsabile Fototeca e Cineteca Fondazione Ansaldo.

Sopraelevata. Una strada d’acciaio sarà la prima pellicola proiettata durante l’evento. Realizzato nel 1965 con la regia di Valentino Orsini, il documentario fa parte del Fondo Ilva e ripercorre le fasi della costruzione della sopraelevata di Genova, ha una durata di circa 20 minuti e fu realizzato per la CMF Costruzione Metalliche Finsider S.p.A.: il filmato è un prezioso documento per la storia industriale genovese e alterna scene di maestranze al lavoro a sequenze girate da un’automobile in corsa.
La serata proseguirà con la proiezione e il commento del documentario Domenica libera uscita, diretto da Renato Mazzoli e realizzato nel 1966. Conservato all’interno del Fondo Mazzoli, il filmato dura 16 minuti e descrive la domenica “tipo” dei genovesi negli anni ‘60, trascorsa tra la Messa del mattino, il pranzo in famiglia, le passeggiate in Corso Italia e il pomeriggio allo stadio.
In ultimo, ma non per importanza, sarà riprodotto un documentario realizzato nel 1965 per la Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano. Genova, una città al bivio è un filmato di circa 30 minuti con chiari intenti di propaganda elettorale: il film sviluppa una profonda critica nei confronti delle principali problematiche nei quartieri della città, partendo da un’analisi dell’inquinamento nelle zone industriali fino alle complesse questioni lavorative, rievocando le lotte trascorse della Resistenza e delle manifestazioni contro il governo Tambroni del 30 giugno 1960.
Per info e contatti:
Giulia Iannello
328.6292879
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Nel pomeriggio di venerdì 26 settembre, Villa Cattaneo dell’Olmo, sede di Fondazione Ansaldo, aprirà le porte al concerto I Solisti dell’Orchestra Paganini, organizzato dall’Associazione Culturale Pasquale Anfossi nell’ambito della rassegna “Diamanti Grezzi”, patrocinata e sostenuta dal Ministero della Cultura e Comune di Genova.
Durante l’evento risuoneranno le note dei violini di Filippo Taccogna e Filippo Bogdanovic e della viola di Teresa Valenza. L’evento sarà aperto a tutti e gratuito.
La rassegna “Diamanti Grezzi”, ideata, organizzata e promossa dall’Associazione Culturale Pasquale Anfossi, vuole portare la musica nelle periferie attraverso una serie di eventi musicali per valorizzare il territorio e trasformare zone, spesso trascurate, in centri nevralgici per l’arte e la cultura cittadina.
Per l’occasione, l’Associazione si avvarrà della collaborazione di Fondazione Ansaldo, che ospiterà uno dei concerti in programma aprendo le porte della propria sede, la seicentesca Villa Cattaneo dell’Olmo. Alle ore 17.00 ci sarà inoltre l’opportunità di partecipare a una visita guidata dedicata al patrimonio archivistico della Fondazione, che custodisce importanti pagine della storia di Genova.
L’appuntamento con la musica è alle ore 18.00. Tre talentuosi giovanissimi musicisti del Conservatorio Niccolò Paganini di Genova interpreteranno le musiche di Antonin Dvorak e di Sergej Ivanovic Taneyev, compositori di spicco del XIX secolo.
Annoverato tra i più importanti musicisti del proprio paese, Antonin Dvorak nasce nel 1841 da un’umile famiglia boema. L’attività estremamente prolifica del compositore ceco si divide tra Europa e Stati Uniti, dove nel 1892 diventa direttore del conservatorio nazionale di New York. Pochi anni dopo, nel 1895, Dvorak torna in patria: qui assume la guida del conservatorio di Praga, che dirige dal 1901 al 1904, anno della sua morte. La sua musica è sempre rimasta legata alle sonorità delle tradizioni boeme, arricchite inoltre da quelle di Wagner e Brahms. Le nove sinfonie rappresentano alcune delle composizioni più importanti dell’artista e si rifanno chiaramente allo stile di Beethoven.
Tra i più noti e significativi compositori del Romanticismo russo, Sergej Ivanovic Taneyev nasce a Vladimir nel 1856 da una nobile famiglia russa. Allievo di Tchaikovsky e Rubinstejn, Taneyev ha ben presto l’opportunità di viaggiare all’estero: in occasione delle proprie tournée il musicista russo acquisisce sempre più fama e prestigio, giungendo nel 1885 a ricoprire la carica di direttore del Conservatorio di Mosca. Tra le sue composizioni più importanti – caratterizzate da uno stile ridondante - si annoverano la trilogia drammatica Oresteia e quattro sinfonie per orchestra. Distinguendosi anche in campo intellettuale e scientifico, Taneyev è anche autore di un intenso trattato sul contrappunto, intitolato Il contrappunto imitativo in stile severo.
Info e contatti
Ingresso gratuito
Obbligo di prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel. 0108594130

Nato a Genova nel 2001, Filippo Bogdanovic intraprende lo studio del violino all’età di cinque anni. Vincitore di numerosi concorsi, ha conseguito il diploma accademico di secondo livello con il massimo dei voti e la lode nel 2023 presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, sotto la guida del Maestro Vittorio Marchese. Nello stesso anno è stato ammesso al corso di perfezionamento presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.
Oltre a essere Vicepresidente e Segretario dell’Associazione Orchestra Niccolò Paganini è solista e spalla dei secondi violini dell’Orchestra Paganini. Oltre a essere protagonista di un’intensa attività concertistica in diverse formazioni, collabora con prestigiose orchestre, tra cui la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Roberto Abbado. Segue numerose masterclass con alcuni tra i più importanti violinisti a livello internazionale.
Genovese classe 2003, Filippo Taccogna, dopo aver conseguito la laurea triennale con la votazione di 110 e lode, frequenta attualmente il I anno di biennio al Conservatorio Paganini di Genova nella classe del Maestro Vittorio Marchese, con il quale ha iniziato a studiare sin dall’età di dieci anni.
Fa parte dell’Orchestra Paganini, del Duo Effe e del Quartetto Genova, con il quale sta frequentando l’Accademia Stauffer di Cremona. Segue numerose masterclass insieme a violinisti di fama internazionale e partecipa a diversi concorsi internazionali, fra cui Jugend Musiziert e il Concorso internazionale di Cortemilia, nel quale ha conseguito il primo premio.
Teresa Valenza si è diplomata in violino e in viola a pieni voti presso il Conservatorio Niccolò Paganini di Genova sotto la guida di Vittorio Marchese e Daniel Formentelli. Ha inoltre studiato con alcuni tra i più importanti violisti di livello internazionale, suonando inoltre sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti e distinguendosi in diversi concorsi nazionali e internazionali. Attualmente prima viola dell’Orchestra Paganini, dove ricopre anche il ruolo di solista, fa parte del Trio Luzzati e collabora con diverse orchestre italiane. Collabora spesso con l’ensemble Le Muse. Dal 2023 studia all’Accademia Stauffer.
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