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Dannunzio_su_SVA_tagliata.jpgIl maggiore Gabriele D'Annunzio e il capitano Natal Palli

 

ansaldo cina 2Pubblicita in cinese degli SVA Ansaldo

Volare da Roma a Tokyo su uno SVA era un’impresa difficile anche solo da immaginare nel 1920. Il primo aereo infatti spiccò il volo solo 17 anni prima e praticamente nulla della tecnologia attuale era disponibile. C’ è un posto speciale in Italia che ricorda quell’ impresa ed è il Castello di San Pelagio a Due Carrare (PD). Sotto la torre di questo Castello si trova infatti una lapide posta a ricordo del volo Roma-Tokyo del 1920. Ma perché proprio qui?
Ebbene in questo Castello alloggiò per circa un anno, tra il 1917 ed il 1918, lo scrittore, poeta, politico e militare Gabriele d’ Annunzio. Da questo luogo infatti partì il famigerato volo su Vienna dove d’ Annunzio alla guida dell’87a Squadriglia Aeroplani “Serenissima” equipaggiata con i velivoli SVA, lanciò i volantini sulla capitale dell’impero Austro-ungarico. Ed è proprio in quel luogo, durante la sua permanenza, dove d’ Annunzio inizia a pensare all’ impresa Roma-Tokyo

Oggi, in un’Italia in “lock-down” a causa del COVID19, penso a questa impresa di 100 anni fa, al suo contesto, i suoi eroi e le sue tecnologie. Che paragoni possiamo fare con le tecnologie e le situazioni moderne? C’è un oggetto che mi affascina e che mi ricorda l’aeroplano degli anni 20: lo smartphone. Comparso nemmeno venti anni fa è già parte della nostra quotidianità ma le possibilità di sviluppo sono ancora enormi. C’ è un popolo poi che si è dimostrato particolarmente affine ad esso come lo furono gli Italiani con l’aviazione e l’automobilismo: il popolo Cinese.

Appena si arriva in Cina ci si rende conto che l’approccio tecnologico è diverso da quello occidentale e viene portato all’ estremo, a volte al limite del ridicolo. Milioni di persone con il capo chino sullo smartphone, senza un attimo di tregua, senza guardarsi attorno e senza “comunicare” con nessuna delle persone che li circondano.

Io sono nato a qualche kilometro da quel Castello di San Pelagio e quando mi trasferii in Cina due anni fa avevo l’impressione di essere in un altro mondo dove tutto era difficile. Mi sentivo in una società aliena in cui niente di ciò che conoscevo funzionava. Capii che c’era un disallineamento e che dovevo comportarmi come loro invece di lottare contro il loro sistema. Per potermi allineare avevo bisogno di due cose: un conto corrente cinese ed una sim cinese. Perché? Ebbene il principio è molto semplice ed è legato alla tua identità: per avere un conto corrente registrano tutti i tuoi dati, e per avere una sim card ti fanno una scansione del viso. Solo una volta che sei identificato e tracciabile puoi accedere alla miriade di app e utilità che in Cina sono disponibili tramite esse ed ecco che entri in un mondo tutto alla portata del tuo dito, dove qualunque cosa o servizio può essere acquistata on-line in un attimo. In un momento ti trovi proiettato nel futuro.

Tuttavia le app Cinesi sono quasi sempre copie di quelle occidentali. Ma allora dove sta la differenza? La differenza sta nel rateo di adozione di questa tecnologia che in Cina è pressoché totale ed uniforme. Ed ecco che scopri che qui a Shanghai i mendicanti chiedono l’elemosina esibendo un QR code da scansionare per trasferire denaro. Questo QR code, praticamente sconosciuto in occidente, in Cina è un “must”. Qui non si chiede “l’amicizia” … qui ci si scansiona il QR code. Questa tecnologia è intimamente legata allo smartphone in quanto richiede un monitor, una videocamera e una connessione dati.

Voi vi chiederete cosa centra il QR code con lo SVA che parte da Roma per atterrare a Tokio? Quando i fratelli Wright compirono il primo volo sulla spiaggia di Kitty Hawk certo non pensavano alle traversate intercontinentali con il loro trabiccolo. Allo stesso modo quando noi vediamo uno smartphone o un QR code non riusciamo ad immaginare tutto il potenziale che si può trarne.

Oggi sia l’Italia che la Cina si ritrovano a dover affrontare questa pandemia da COVID19. Ed è proprio qui che ho potuto vedere, ancora una volta, la differente adozione della tecnologia nel popolo Cinese. Non dimenticando le profonde diversità economiche, sociali e politiche dei due Paesi, mentre in Italia si parla di stampare autocertificazioni qui si utilizza una app che accedendo ad un database centrale, genera un QR code che può essere Verde, Giallo o Rosso. In pratica se il QR code sarà verde significa che non si è usciti dalla propria municipalità da almeno 14 giorni e che non è mai stata misurata una temperatura corporea oltre i 37,5°C. Altrimenti sarà giallo o rosso, secondo determinati parametri. A quel punto l’accesso ad ogni esercizio commerciale, ufficio o residenza è stato subordinato ad avere il QR code verde che viene generato dal proprio smartphone in tempo reale, e che qualunque addetto alla sicurezza o alle forze dell’ordine può facilmente scansionare per verificarne la veridicità.

Questa tecnologia, nonostante la sua semplicità, permette oggi una ripresa graduale e controllata alla vita sociale e lavorativa nonostante l’emergenza non sia ancora passata del tutto, dotando le autorità di uno strumento efficace per la lotta del virus consentendo il tracciamento e dunque l’isolamento delle persone infette.

L’ Italia di d’ Annunzio non ebbe paura della tecnologia dando vita alle grandi aziende aeronautiche Italiane e rendendo possibili i successi della Regia Aeronautica che tutto il mondo ci invidiava. L’ Italia di oggi può quindi ritrovare lo stesso successo guardando alla scienza con fiducia e adottando in maniera pervasiva la tecnologia che abbiamo oggi a disposizione come fanno quei popoli, spesso di paesi in via di sviluppo, che vedono nella scienza e nella tecnologia l’unico mezzo per raggiungere il benessere. Questo racconto vuole essere il mio volantino sulla Vienna di quel mondo che negli ultimi anni ha prodotto troppo spesso sfiducia nella scienza. Gli eroi moderni, come quelli del passato, saranno coloro che adotteranno e sfrutteranno tutte le tecnologie disponibili, comprendendo a pieno la forza del “metodo scientifico” di cui fu iniziatore un altro Italiano illustre, Galileo Galilei, che sarà la sola vera cura per proteggerci dal COVID19 e molti altri nemici, visibili e non: #celafaremo.

volantinaggio_su_vienna_tagliato.jpgCielo di Vienna - 9 agosto 1918