Fondazione Ansaldo

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cope_Cale_Fondazione_2012_copiaIl calendario 2012 realizzato dalla Fondazione Ansaldo è illustrato con dodici copertine di riviste economico-industriali pubblicate in Europa e negli U.S.A  tra ‘800 e ‘900. Un calendario dedicato - in coerenza con la missione della Fondazione - al mondo dell’impresa e del lavoro.

 Nonostante l’austerità dei  temi trattati, le illustrazioni di queste riviste presentano, nel loro complesso, una grafica gradevole che richiama e merita uno sguardo attento soprattutto perché  hanno la capacità di evocare atmosfere ed eventi di un  passato troppo importante per essere dimenticato; un’epoca orgogliosa di se stessa, segnata da esposizioni e record. Un’epoca nella quale il lavoro industriale si afferma, vuole conquistare il centro del mondo e lo stesso futuro dell’umanità.

 Per questo calendario la Fondazione ha potuto scegliere all’interno della sua vasta raccolta di pubblicazioni periodiche,  costituita, attualmente, da oltre 400 testate (La più antica testata è Il Nuovo Giornale Illustrato Universale che risale al 1871). Una raccolta preziosa perché queste peculiari fonti a stampa sono soggette ad un elevato grado di dispersione. Sono riviste che provengono da tutto il mondo e fanno capire quanto fosse già globale il fare industriale di allora. Ne è un esempio, nel calendario, la rivista Flying dove il vecchio zio Sam, al passaggio di una squadriglia di biplani, sventola il proprio cilindro a stelle e strisce con, sullo sfondo la statua della libertà. E che dire, sempre in tema di globalizzazione, della Omnia, Revue pratique de locomotion, che nel 1908 dedica la copertina alla vittoria del raid Pekino - Parigi ottenuta dal principe Borghese con una autovettura Itala? E visto che si parla di imprese ‘storiche’ non poteva mancare, tra le tante possibili, quella compiuta da Gabriele D’Annunzio nell’agosto 1918 quando, grazie ad un aeroplano SVA messo a disposizione dall’Ansaldo, ‘bombarda’ di volantini tricolori una Vienna stupita e impaurita.

 E’ il lavoro industriale, dunque, inteso come uno degli elementi di fondo della nostra identità, come patrimonio di capacità progettuali e realizzative da preservare e valorizzare, l’idea guida dei calendari della Fondazione.

 Il primo calendario di questa serie, infatti, quello dell’anno 2010, era illustrato con la prestigiosa rivista ‘Civiltà delle Macchine’, pubblicazione ancor oggi frequentemente richiesta nelle sale studio della Fondazione. Voluta dalla Finmeccanica di Giuseppe Eugenio Luraghi, manager di grande rilievo culturale e ideata insieme all’ingegnere-poeta Leonardo Sinisgalli, la rivista prese avvio nel 1953 e si avvalse di artisti di fama, intellettuali e insigni studiosi. Basti solo pensare che il “pezzo” di apertura del primo numero era a firma di Giuseppe Ungaretti.

 Il secondo calendario, quello del corrente 2011, è stato illustrato con i celebri cartelli antinfortunistici realizzati da Eugenio Carmi nel 1965 per l’Italsider SpA.; cartelli sui quali ancor oggi si scrive e la cui raccolta completa (sono stampe serigrafica su metallo di cm 84 x 58), l’unica rimasta, è conservata dalla Fondazione insieme al cospicuo archivio Ilva-Italsider della quale fa parte.

 Un calendario unico, almeno in Italia, che vorremmo vedere in un formato più ampio, con immagini grandi, tali da poter essere meglio apprezzate e riutilizzate, magari incorniciate e appese ad una parete, anche per un tempo più lungo dei dodici mesi del calendario.

 Il calendario, sfogliabile come un libro, si trova in home page.

 

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