di Marco Marini

Parte oggi il ciclo di #storiedaraccontare, a firma di ciascuno dei sostenitori della Fondazione ai quali siamo molto riconoscenti.

Naturalmente, il ciclo non può non cominciare da quella che ci racconta Ansaldo Energia, se non altro perché porta il nome di chi, nel lontano 1853, fondò a Genova la Gio. Ansaldo & Co, rilevando le attività della Taylor & Prandi fondata sette anni prima per lo sviluppo ferroviario del Regno di Sardegna. L’energia, con il ferroviario, rappresentano le due filiere portanti che caratterizzarono la crescita industriale dell’Ansaldo, diversificandosi successivamente in tanti altri settori: da quello cantieristico, aeronautico, automobilo, bellico, impiantistico fino a quiello dell’automazione.

Radici, dunque, profondamente storiche per Ansaldo Energia, oggi azienda globale nel campo della generazione elettrica, capace di proporre al mercato un modello integrato: dagli impianti chiavi in mano, ai componenti (turbine a gas, turbine a vapore, generatori, microturbine), fino al service logistico. Nel 1912 Ansaldo produsse la prima turbina a vapore. Nel 1923 realizzò il primo impianto di generazione elettrica, continuando lo sviluppo industriale nella meccanica, nell’elettrotecnica fino al nucleare e puntando sempre su innovazione e tecnologia quali punti di forza. Prese infine nel 1991 l’attuale denominazione di Ansaldo Energia, stabilendo la propria sede legale e produttiva a Genova.

La storia che racconta Marco Marini - Senior Vice President External Relations di Ansaldo Energia – è la storia del futuro, quella della neo-nata GT36, una turbina a gas di classe H: la più potente mai prodotta in Italia ma anche una tra le più sostenibili mai realizzate finora al mondo per le sue caratteristiche di efficienza. Quando compiamo un gesto semplice come la pressione di un interruttore per accendere la lampadina o la nostra TV, tutto questo è reso possibile da macchine potenti come la GT36. Dietro ogni innovazione o rivoluzione c’è sempre l’ingegneria delle macchine e, soprattutto, di quelle macchine che producono energia senza la quale non esisterebbero tutte le altre, ma c’è anche l’impegno e la professionalità degli uomini e delle donne che hanno saputo realizzarle.

Grazie quindi Ansaldo Energia e buona lettura.

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È uscita dal capannone in un giorno di cielo terso, temperature rigide e mare calmo, avvolta da una copertura bianca, con il logo Ansaldo Energia blu in bella vista: quei teli plastici sono serviti per proteggerla, visto che si tratta di un’opera ingegneristica tra le più avanzate – e più preziose – nel campo delle macchine per la generazione elettrica. Anche il rito dell’impacchettamento è stata una prima volta, perché le persone che ci hanno lavorato sapevano esattamente come procedere, ma in teoria. La pratica può essere un’altra cosa: si trovano soluzioni all’impronta, si risolvono problemi ignoti. Alla fine, terminata la vestizione, ha attraversato il Varco numero 2 dello stabilimento di Cornigliano. È stato un trasporto particolarmente complesso, come sempre quando bisogna spostare una bestia da 520 tonnellate, lunga circa tredici metri e mezzo. Una lenta discesa a mare. Poi, dalla banchina, ha preso il largo a bordo di una nave che l’ha portata nella sua nuova casa: Porto Marghera. Qui è destinata a trovare posto nella nuova centrale che Edison sta costruendo a Marghera Levante e che sarà l’impianto elettrico più efficiente d’Europa, quando entrerà in funzione nel 2022, a costruzione della centrale ultimata. Questa che state leggendo è, senza enfasi, la storia di una grande impresa, una grande impresa compiuta da uomini e donne, che con il proprio lavoro hanno reso possibile una consegna tanto speciale.

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Stiamo parlando della GT36, una turbina a gas di classe H, la più potente mai realizzata in Italia. Si tratta, per essere chiari, di una macchina che consente di generare energia elettrica per 250 mila abitazioni, capace di soddisfare, dunque, il fabbisogno elettrico di un’intera città italiana di medie dimensioni. È stata realizzata da Ansaldo Energia, progettata in Svizzera, nel centro di ricerca di Baden, prodotta in Italia, negli impianti di Genova, grazie alla ricerca e sviluppo dei nostri ingegneri e al lavoro di tanti nostri tecnici e operai. La parola turbina deriva dal latino “turbo-turbinis”, vortice, e dà il nome a una delle macchine ingegneristiche più affascinanti. Questa, in particolare, viene alimentata a gas e sfrutta l’energia termica generata dalla sua combustione, la trasforma in lavoro meccanico che servirà a produrre energia elettrica. Quando compiamo un gesto semplice come la pressione di un interruttore per accendere la lampadina, o quando vediamo un film in tv, tutto questo è reso possibile da macchine potenti come quella che è stata prodotta dagli uomini e dalle donne di questa storica azienda italiana, genovese, oltre 160 anni di storia, più dell’Italia unita. La GT36 è una turbina perfetta per questa fase di transizione energetica e per la futura fase di sostenibilità: può bruciare, senza alcuna modifica hardware o software, idrogeno, la fonte energetica del futuro. Pulita, sostenibile, appunto. Nell’epoca della rivoluzione digitale sorge il sospetto che abbiamo dimenticato come dietro al progresso dell’uomo ci sia da sempre l’ingegneria delle macchine: diamo per scontato che la nostra vita sia facilitata da strumenti di uso comune come il computer, lo smartphone o gli elettrodomestici intelligenti, tutti connessi in rete, ma per rendere possibile tutto questo c’è sempre la solita protagonista: una turbina, con i suoi diversi componenti, frutto di anni di studi e di comprovate analisi. Non potete immaginare, ad esempio, quanto sia affascinante guardare come viene realizzata una pala.

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Sì, perché la GT 36 conta centinaia di pale: in una turbina, le pale, di diverse dimensioni, caratteristiche e finiture, sono componenti essenziali. Permettono di indirizzare i fluidi in modo da rendere più efficiente il processo: più la macchina ha un rendimento elevato, meno costa l’energia prodotta. Le palette devono essere perfette: per garantire il corretto funzionamento della turbina, infatti, è necessario che ogni componente sia preciso alla frazione di millimetro. È per questo che ogni pezzo è sottoposto a un controllo di qualità rigoroso, dopo un processo di produzione che prevede molteplici lavorazioni: il pezzo passa attraverso macchine diverse durante la realizzazione, si ricorre a utensili di precisione, c’è necessità di asportare molto materiale, partendo da un blocco informe di lega metallica. Ne escono fuori oggetti dall’aerodinamicità finissima, una vera meraviglia dell’ingegno. Forme geometriche ipnotiche, tanto che le foto che le ritraggono sembrano un inno alla perfezione. Il design delle palette è tutt’oggi una delle fasi cruciali nella progettazione e realizzazione di una turbina. Ansaldo Energia ne realizza moltissime all’interno dei propri stabilimenti e l’obiettivo è quello di aumentare la capacità produttiva, per riuscire in futuro a sfornarne ancora di più.

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La GT36 è stata prodotta in uno degli anni più bui dal secondo dopoguerra: in piena pandemia, gli uomini e le donne di Ansaldo Energia, con coraggio e abnegazione – no, non è retorica – hanno sfidato la paura del contagio e hanno lavorato senza sosta, come se la malattia non esistesse. In sicurezza, con tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per ridurre al minimo il rischio. La lungimiranza della direzione aziendale, assieme alla convinzione dei sindacati, hanno permesso di difendere la salute e il lavoro. Il coraggio delle persone che l’hanno realizzata, pezzo per pezzo, con l’ausilio di tanta tecnologia, ha fatto il resto. Non siamo più abituati a raccontare le gesta di ingegneri, tecnici e operai: la storia della GT36 ci permette, per una volta, di celebrare nuovamente l’intelletto umano e le sue meraviglie, senza per forza magnificare l’economia digitale. Eppure Ansaldo Energia è anche una fabbrica all’avanguardia: la chiamano “fabbrica intelligente”, proprio perché sfrutta le potenzialità della digitalizzazione, grazie alle macchine a controllo numerico i cui parametri vengono studiati dagli ingegneri e impostati nello stabilimento da operai altamente specializzati, in grado di costruire, pezzo per pezzo, una meraviglia come la turbina di classe H, la più potente mai realizzata in Italia. Altre GT36 saranno prodotte nel 2021 da Ansaldo Energia. Sulle spalle avranno l’esperienza della prima volta e l’orgoglio ansaldino per aver contribuito a scrivere un’altra pagina di storia di questa gloriosa impresa italiana.

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Fotografie di Ansaldo Energia

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