Maurizio Sciarra, regista e sceneggiatore

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Nave n. 296, c’era scritto su di un bacino dei cantieri Ansaldo, a Genova.

Era il 1930. Lì si stava costruendo il Rex, uno dei vanti della nostra cantieristica, che avrebbe vinto il Nastro Azzurro nell’agosto del 1933, e sarebbe rimasto nell’immaginario collettivo per decenni, come simbolo di modernità, velocità, innovazione industriale.

Lo evocò Fellini, in Amarcord, come un’apparizione a cui affidare i propri sogni di cambiamento, le proprie speranze nel futuro.

nn. 11841 Officine Allestimento Navi Ansaldo Molo Giano Genova porto t n Rex lavorazione eliche 1932             t n passeggeri Rex viaggio inaugurale

Il Rex rappresenta ancora oggi uno dei vanti di quel settore dell’industria pesante italiana che è stata e continua ad essere la cantieristica, un settore che ciclicamente sembra entrare in crisi, per poi risorgere più forte che prima.

Alla nave associamo un periodo storico, quello dei grandi viaggi verso l’America, che ci piace ricordare con i fasti dei saloni da ballo, ma anche le dure immagini dei “ponti di terza classe”, pieni di emigranti che cercavano fortuna.

Una nave che divenne purtroppo simbolo di una dittatura, e per questo fu bombardato e distrutto.

Ma di quella nave è rimasta la sapienza della progettazione e della costruzione. Sapienza che non si è persa, ma che oggi più che mai dobbiamo ritrovare, valorizzare, innovare. #celafaremo.