di Lorenzo Fiori e Davide Trabucco.

Ci sono uomini destinati a segnare un’epoca, a lasciare un segno tangibile nella storia nonostante il tempo normalmente ne sbiadisca lentamente il ricordo: dopo 113 anni Leonardo Sinisgalli è tra quegli uomini, ancora “vivissimo e attualissimo” tra noi con il suo pensiero, il suo esempio e la sua creazione, Civiltà delle Macchine! Un esempio innovativo e prezioso per la società, soprattutto per le nuove generazioni proiettandole nel futuro con quel suo modo di pensare ed agire davvero unico. 

la forgia di sinisgalli

Leonardo Sinisgalli ha vissuto due vite, e forse più di due. Forse sta vivendo ancora oggi e non lo sappiamo, forse si è reincarnato nella sua “creatura”, forse il suo esempio è così profondo da aver segnato una, due, tre generazioni… Due vite come due teste, Leonardo Sinisgalli era questo. Come se due persone diverse condividessero lo stesso corpo; il Leonardo Sinisgalli 1 era matematico, ingegnere, grafico, un rappresentante della cultura scientifica a tutto tondo; il Leonardo Sinisgalli 2 era poeta, letterato, scrittore, un brillante umanista sulla scia degli intellettuali del suo tempo, come il suo amico ed estimatore Giuseppe Ungaretti.  

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Chi era quindi Leonardo Sinisgalli? Qualcuno lo ha definito il “Leonardo del Novecento”, qualcuno il “poeta ingegnere”. La verità è che Sinisgalli era una personalità di una sensibilità unica, espressione di tali desideri da non trovare piena soddisfazione in un unico campo, che fosse quello scientifico, umanistico o industriale. La sua mente correva più di quella degli altri, non sprecava tempo in pastoie equivoche, non si crogiolava sulla sicurezza della sua conoscenza contrapponendola, come ahimè spesso succede anche oggi, ai depositari di questo o di quel sapere.

Sinisgalli aveva capito. Aveva capito che i mali dell’uomo nascono dalle contrapposizioni, dalle rivalità che non riguardano solamente la politica, riguardano anche la cultura. Come si garantisce il progresso se gli “attori protagonisti” si combattono anziché confrontarsi? E come si cresce se il sapere è leggere soltanto i social invece di studiare e approfondire? Caspita la conoscenza oggi grazie alle tecnologie digitali-informatiche è alla portata di tutti ma va letta, meditata e metabolizzata, ai tempi di Sinisgalli non era così disponibile!

Leonardo Sinisgalli studiava, approfondiva e rifletteva; il trauma della guerra aveva segnato lui e quelli della sua generazione. Come impiegare la conoscenza in maniera costruttiva per il bene dell’umanità? La storia insegna. Leonardo, maggior esponente del Rinascimento, ricordato per il suo eclettismo, per il suo pensiero libero, fulgido esempio di un’Italia che seppur non unita, univa l’Europa grazie al genio e alla bellezza. Diderot e D’Alambert e quell’Encyclopedie, opera monumentale, con il contributo di quegli uomini, da Voltaire a Montesquieu, che lottarono contro l’oscurantismo, per un mondo libero, per un progresso che avrebbe comportato benefici a tutta l’umanità.

Sinisgalli ben conosceva questi esempi. Ben intendeva quali vantaggi avrebbe comportato il “sapere unico”, cioè la fusione sinergica tra le culture umanistica e scientifica sulla scia dei grandi del passato e delle loro scuole. Il “poeta-ingegnere” era cosciente del suo compito e non si illudeva, pazientava, seminava lasciando attecchire, preparava il terreno per un futuro brillante. Utopia? Sì e no. Sì, se consideriamo che quel percorso si è a tratti interrotto, no se pensiamo che l’eredità sinisgalliana vive oggi più che mai. Come? Grazie a tante iniziative che lo ricordano riprendendo quell’esempio che credeva in un futuro diverso e migliore non soltanto per questo paese.

Sinisgalli e i giovani

Da dove ripartire? Dai giovani. Oggi come allora. Il linguaggio di Sinisgalli parlava ai fanciulli, li coinvolgeva: e fabbriche diventano occasione per fare scuola (e la scuola era il suo ambiente naturale; la cultura industriale entra nelle case e trasforma quel mondo rurale, che vive di tradizioni ma, da quel momento, con un occhio anche al progresso. Metafora di un’Italia conservatrice e innovatrice allo stesso tempo, non indebolita ma rafforzata dalla sua storia, unità di passato e presente. Il futuro non deve farci paura, ma deve diventare un’occasione per riproporci con rinnovato vigore nel panorama internazionale, con le nostre menti, le nostre peculiarità, la nostra identità culturale.

La speranza riposta nelle nuove generazioni, il sapere unico, il coinvolgimento di tutti sono sempre temi attuali, ancora dibattuti nonostante siano passati anni… tanti, tanti anni.

Oggi i suoi figli, i suoi nipoti, sono cresciuti e portano avanti la sua eredità! Una sola cultura, un paese libero e progredito, guida dell’Europa unita, dalla prima Civiltà delle Macchine alla nuova Civiltà delle Macchine (rieditata da Fondazione Leonardo dal 2019) nel segno di Leonardo Sinisgalli!

Buon compleanno ingegnere, grande pensatore!

Risorgerò fra tre anni o tre secoli tra raffiche di grandine nel mese di giugno.

Leonardo Sinisgalli, 9 marzo 1908 – 31 gennaio 1981

 

 

 

 

 

 

 

 

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